Product designer: progetto prodotti digitali, dall’idea al codice.
Docente: oggi all’Accademia di Belle Arti di Napoli e all’ILAS.
Autore: tre edizioni di un libro per Packt.
Gli strumenti cambiano. Il mestiere no.
Scorri e ti racconto come ci sono arrivato, un’interfaccia alla volta.
Tabelle.
Il web dove sono cresciuto: tabelle annidate, spacer.gif e Dreamweaver. Il mio vecchio sito aveva ancora Fabbio tra le parole chiave. Giuro.
Web 2.0.
Poi tutto è diventato lucido: bottoni di gel, riflessi, la parola beta ovunque. Nel 2010 ho cominciato a lavorare sul web e ho imparato subito che il cliente vuole sempre il logo più grande.
Flat design.
Poi abbiamo tolto tutto: ombre, texture, a volte anche i bottoni. Dal 2013 sono stato in Geko, prima come web designer e poi come socio. Nel 2016 ho cominciato a insegnare e ho scoperto che spiegare una scelta conta quanto farla.
Sistemi.
Le interfacce sono diventate sistemi di componenti, token e varianti. Ho frequentato l’Apple Developer Academy, dove ho studiato anche frontend, e ho scritto un libro per Packt. Poi altre due edizioni, perché gli strumenti cambiano più in fretta dei libri.
Macchine.
Oggi l’AI ti dà dieci versioni in un secondo. Il mestiere è capire quale regge, e perché. Io la provo prima, su progetti veri e in aula, e insegno solo quello che funziona.
FabioStaiano
01Product designerProgetto prodotti digitali, dall’idea al codice.
02DocenteOggi all’Accademia di Belle Arti di Napoli e all’ILAS.
03AutoreTre edizioni di un libro per Packt.
Gli strumenti cambiano. Il mestiere no.
Scorri e ti racconto come ci sono arrivato, un’interfaccia alla volta.
Tabelle.
Il web dove sono cresciuto: tabelle annidate, spacer.gif e Dreamweaver. Il mio vecchio sito aveva ancora Fabbio tra le parole chiave. Giuro.
Web 2.0.
Poi tutto è diventato lucido: bottoni di gel, riflessi, la parola beta ovunque. Nel 2010 ho cominciato a lavorare sul web e ho imparato subito che il cliente vuole sempre il logo più grande.
Flat design.
Poi abbiamo tolto tutto: ombre, texture, a volte anche i bottoni. Dal 2013 sono stato in Geko, prima come web designer e poi come socio. Nel 2016 ho cominciato a insegnare e ho scoperto che spiegare una scelta conta quanto farla.
Sistemi.
Le interfacce sono diventate sistemi di componenti, token e varianti. Ho frequentato l’Apple Developer Academy, dove ho studiato anche frontend, e ho scritto un libro per Packt. Poi altre due edizioni, perché gli strumenti cambiano più in fretta dei libri.
Macchine.
Oggi l’AI ti dà dieci versioni in un secondo. Il mestiere è capire quale regge, e perché. Io la provo prima, su progetti veri e in aula, e insegno solo quello che funziona.
StrumentoMatita
MatitaDreamweaverPhotoshopSketchFigmaAI
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fabio staiano fabbio frontend web design dreamweaver adobe napoli
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fabio
Ciao.
Design semplice. Davvero semplice.
INIZIA
Frame 1 · 1440 × 1024
Card / Default
16
Titolo del componente
Button / Primary
Questo 16 deve essere 24.
Token
color/link/500
space/gap = 16
radius/200
Libreria
128 componenti 512 varianti
Assistentemodello 9000
Fammi un sito per Fabio Staiano. Deve stupire.
Certo! Ecco quattro proposte che stupiranno tutti:
NO
NO
NO
NO
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Fabio
Fuori FrameFuoriFrame
Quello che di solito resta fuori dall’inquadratura. Metodi provati per progettare con l’AI, ogni due settimane, in italiano.
Frame 01/08 · Fabio Staiano
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Lavoriamo insieme
Il metodo, dal vivo.
01
Workshop
Dal brief al prodotto, con l’AI
Un workshop online, in diretta, per designer: si lavora su un progetto vero, l’AI genera e tu decidi.
Né un astronauta né un supereroe: lo dicevo già nel sito vecchio. Sono product designer e docente a Napoli. Oggi insegno Web Design all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove mi sono laureato, e UI/UX Design all’ILAS.
Prima sono stato socio dell’agenzia di comunicazione Geko. Ho frequentato l’Apple Developer Academy, dove ho studiato design e sviluppo frontend, e poi ho guidato un team come project manager nel programma The Pier. Come Community Leader di Figma co-organizzo gli incontri di Friends of Figma a Napoli. Oggi porto l’AI nel modo in cui progettiamo e costruiamo interfacce, e la provo sempre prima di insegnarla.